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Ricerca storico archivistica nel Comune di Sagron Mis

Il progetto, iniziato nel 2010 e in fase di restituzione, consiste in una minuziosa indagine storico-archivistica, antropologica e delle fonti relative alla cultura materiale, promosso dall’Associazione “Laboratorio Sagron Mis” e coordinato della Fondazione Museo Storico del Trentino nell’ambito della Rete della Storia e della Memoria di Primiero.

Ricercare nel comune di Sagron Mis equivale a mettere mano in un piccolo cosmo dove la storia non è mai stata “rovistata”. Denatalità e spopolamento sono gli ostacoli sul cammino del piccolo cosmo e questo “rovistare” tra i ricordi diventa quasi una corsa contro il tempo all’inseguimento dei loro ultimi brandelli.

L’esigenza di realizzare un progetto di indagine storica, antropologica e della cultura materiale, nasce proprio dalla volontà di “serrare le fila” sulla comunità; nasce dall’esigenza di far emergere la consapevolezza che per Sagron Mis il momento attuale non deve essere per forza di cose l’ultimo capitolo di una storia, ma piuttosto un’occasione di passaggio e trasformazione verso un modo nuovo di concepire una realtà che si va modificando.

Nell’ottica di questa transizione sociale e culturale, è quanto mai tempestivo e “necessario” saldare tra loro i lembi della storia della quale esiste ancora ricordo.

L’età anagrafica degli abitanti si sta inesorabilmente innalzando e con essa si vanno sempre più assottigliando i fili della memoria che lega la comunità ai propri trascorsi. Poco tempo rimane ancora per setacciare i dettagli delle passate esistenze e per poter seguire i binari che hanno portato in quei luoghi delle persone e degli insediamenti.

Nell’intraprendere una ricerca di questo tipo, oltre alla naturale curiosità umana che ci porta a scandagliare il passato, vi è anche la consapevolezza di partecipare alla creazione di nuove reti di conoscenza da affiancare a quelle già esistenti che ci circondano e ci legano, come da sempre, al resto del mondo.

Una prima forma di restituzione si è avuta nel maggio del 2013 con la pubblicazione del volume Un luogo in cui resistere, a firma della Cooperativa di ricerca TeSto.

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