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Misure di conservazione di habitat Natura 2000 nel Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Il caso del campivolo di Malga Venegia

di Piergiovanni Partel

di Piergiovanni Partel

nato il 30 dicembre 1971 a Transacqua (TN), dal 1992 lavora presso l’Ente Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, occupandosi di Ricerca scientifica e Conservazione ambientale.

La val Venegia (foto di Carlo Albino Turra)

La salvaguardia degli spazi aperti seminaturali quali sono i campivoli delle malghe rappresenta per il Parco una delle priorità di conservazione, in considerazione dell’importanza che gli stessi rivestono per il mantenimento della biodiversità. La rilevanza di tali ambienti è riconosciuta anche nella revisione del Piano di Parco (per un approfondimento si veda la pagina web dedicata), che costituirà anche il Piano di gestione dei siti Natura 2000 del Parco inseriti nella Rete Natura 2000.
Tra le emergenze naturalistiche presenti in quest’area l’associazione Caricion bicoloris atrofuscae rappresenta uno degli elementi di spicco. Nei SIC (siti di importanza comunitaria) trentini essa è stata rilevata, infatti, soltanto in tre stazioni, due delle quali ricadenti nel Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino.

La normativa comunitaria precisa che per tali ambienti lo stato di conservazione debba essere mantenuto soddisfacente. Questo implica, qualora necessario, la messa in atto di azioni dirette finalizzate alla tutela di un determinato habitat o di una determinata specie. In tal senso nell’autunno 2014 l’Ente Parco, in accordo con il Comune di Transacqua, proprietario della Malga Venegia, ha avviato un piccolo intervento nel relativo campivolo al fine di mantenere gli ambienti seminaturali presenti nell’area protetta e tutelare i siti caratterizzati dalla presenza della specie Carex microglochin.

Che azioni sono state intraprese?

Che azioni sono state intraprese?

L’azione prevede:
1. la riqualificazione di una parte del campivolo (1,5 ettari di siperficie pascolativa) invaso da piante nitrofile e Deschampsia caespitosa con un intervento, realizzato dagli operai del Parco con l’ausilio di un escavatore di piccole dimensioni, che ha consentito l’asportazione di cespi di Deschampsia migliorando la qualità del pascolo. Nel corso dei lavori particolare attenzione è stata posta al mantenimento dei muretti a secco che delimitano il sentiero di accesso alla Malga Venegia e alla tutela delle poche essenze arbustive presenti.
2. la definizione dell’area di presenza di Carex microglochin interessante anche per l’esistenza di una zona umida a Carex bicolor, Carex paniculata, Carex lepidocarpa, Carex capillaris e non ultimo Juncus arcticus, specie dalla distribuzione frammentaria e presente nel Parco solo in Val Venegia – dove verrà interdetta l’attività di pascolo, attraverso il posizionamento di filo pastore.

Nel corso degli anni verrà monitorata l’evoluzione della popolazione di Carex microglochin presente nell’area individuata e comparata con l’evoluzione di quella esterna, al fine di verificare l’effettivo impatto della misura gestionale adottata.

Interventi di questo tipo tentano di conciliare le legittime aspettative di utilizzo agronomico dei pascoli con l’esigenza di salvaguardia della biodiversità, attraverso azioni mirate caratterizzate da costi contenuti ma con ricadute sulla biodiversità estremamente positive.

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