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Esperienze didattiche del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Le zone umide

di Elena Luise e Federica De Luca

di Elena Luise e Federica De Luca

Elena Luise è responsabile del Settore Attività didattiche dell’Ente Parco Paneveggio Pale di San Martino.
Federica De Luca è operatrice del Parco impegnata a tempo pieno nell’attività didattica sia con le scolaresche che con i turisti presso i Centri visitatori. 

Attività didattica allo stagno di Villa Welsperg in Val Canali

Nel Parco Paneveggio Pale di San Martino, l’educazione ambientale rivolta alle scuole primarie e secondarie vanta ormai 20 anni d’esperienza. Le attività sono fondate su esperienze pratiche e teoriche molto varie di carattere naturalistico, culturale ed etnografico.

Quando queste attività ebbero inizio, le parole chiave che le orientarono furono: contatto, scoperta, conoscenza, educazione al rispetto.
Si trattava allora di dare, in sostanza, il nostro piccolo contributo per colmare le grandi, eclatanti lacune che un cittadino medio dimostrava nei confronti della conoscenza della natura di casa propria. L’altro importante obiettivo era sensibilizzare e, soprattutto, educare al rispetto delle creature viventi.
L’esperienza accumulata, ha condotto all’idea di educazione ambientale come strumento che permetta di provare emozioni nuove e positive nei confronti della natura.
Man a mano che l’esperienza è evoluta, con l’intento di coinvolgere sempre più i ragazzi, le parole chiave sono diventate altre: interattività, emozioni positive, coinvolgimento, divertimento, curiosità, fantasia. Quella che passa attraverso il cuore e le mani, ovvero attraverso l’emotività e l’esperienza, è l’unica conoscenza che permette un cambiamento profondo, volto al rispetto dell’ambiente naturale e quindi anche all’adozione di stili di vita con minor impatto ambientale.

Oggi questo nuovo approccio è declinato in diversi progetti didattici proposti alle scuole locali ed esterne. Il Progetto Parco Scuola offre oggi 17 proposte di visite di una giornata e 8 della durata dai 2 ai 5 giorni. È l’approccio impiegato anche per sviluppare svariate proposte di conoscenza dell’acqua e delle zone umide come componente primaria dell’ecosistema.
I programmi riguardanti le acque, soprattutto torrentizie, sinora proposti alle scuole locali sono i seguenti:
Chiare fresche e dolci acque (indicato per le classi terze della Scuola Primaria).
Ecosistemi montani (indicato per classi quinte della Scuola Primaria)
Ecosistemi e bioindicatori (indicato per le tutte le classi della Scuola Secondaria di Secondo Grado)
Il Merlo acquaiolo: caso emblematico di adattamento ed evoluzione (indicato per le tutte le classi della Scuola Secondaria di Secondo Grado). Le schede dettagliate delle attività si possono trovare qui.

Lo stesso bagaglio di esperienza è stato anche impiegato, a seguito degli esiti delle attività sviluppate dal progetto Dynalp a Primiero, per mettere a punto una nuova proposta didattica, ancor più mirata.
La proposta, intitolata Tesori da scoprire e conservare: le zone umide di Primiero, sarà attivata nel corso del 2016. È rivolta alla Scuola Secondaria di Primo Grado, in particolare per le classi seconde e terze, ma sà in futuro estesa anche le primarie e alle secondarie secondo grado.
Gli obiettivi principali sono quelli di far conoscere quali zone umide sono ancora presenti in Primiero, rendere i ragazzi consapevoli della ricchezza in termini di biodiversità delle zone umide in generale, della loro importanza ecologica, della loro rarità e graduale scomparsa e quindi dell’importanza della loro tutela.
Nell’ambito del corso di aggiornamento Terre d’acqua, svolto in Primiero nell’autunno 2015 e rivolto agli insegnanti, si è cercato di coinvolgere i docenti per avere suggerimenti e indicazioni per questo nuovo progetto. Questo rapporto di collaborazione sarà costantemente ricercato anche nelle prossime attuazioni del programma.

Tesori da scoprire e conservare: le zone umide di Primiero

Tesori da scoprire e conservare: le zone umide di Primiero

Il progetto didattico: Tesori da scoprire e conservare: le zone umide di Primiero

Obiettivi
• Conoscenza delle zone umide rimaste e presenti a Primiero
• Consapevolezza della ricchezza in termini di biodiversità delle zone umide in generale
• Conoscenza dell’importanza del ruolo ecologico delle zone umide
• Consapevolezza della loro rarità e graduale scomparsa
• Consapevolezza dell’importanza di una loro tutela

Argomenti e contenuti del progetto
• Breve introduzione sull’acqua; distribuzione sul pianeta, quantità, ciclo…
• Genesi e tipologie di zone umide
– Significato di bacino imbrifero e idrografico
– Il torrente montano
– Il laghetto
– Lo stagno e la palude
– Cos’è una torbiera?
– La risorgiva
– Evoluzione di uno specchio d’acqua
• Importanza delle zone umide
– Ecologica
– Ricchezza di biodiversità
– Fitodepurazione
– Regolazione del clima
• Il Progetto DynAlp
– Il Progetto in breve
– Quali, quante, dove sono le aree umide in Primiero attualmente?
• Il biotopo eletto per la classe in questione
– Tipologia (1)
– Localizzazione (2)
– Caratteristiche (lavoro con la classe) (3)
– Emergenze naturalistiche (lavoro con la classe) (4)
– Urgenze (lavoro con la classe) (5)
– Eventuali proposte di gestione e tutela (lavoro con la classe) (6)
– Considerazioni conclusive (lavoro con la classe) (7)

Organizzazione metodologica – svolgimento del progetto
• Un incontro con sviluppo dei punti: 1 e 2
• Un’uscita con sviluppo dei punti: 3, 4 e 5 (mappatura, rilievi, raccolta campioni, osservazioni, produzione di materiale fotografico…
• Un incontro con sviluppo dei punti: 6 e 7; produzione di un cartellone con la mappa gigante, le foto in sovrapposizione, post-it con appunti di campo e la produzione di un elaborato con le emergenze naturalistiche, le considerazioni e le proposte della classe.

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